ALIMENTA
n. 1-2/26
DOPING INVOLONTARIO E ANALISI DI RECENTI CASI GIURISPRUDENZIALI IN TEMA DI CONTAMINAZIONE
di Paolo Marsilio
ABSTRACT:
L’articolo analizza il fenomeno del cosiddetto doping involontario, inteso come ipotesi di positività antidoping in assenza di dolo, alla luce della disciplina del Codice Mondiale Antidoping e della più recente evoluzione giurisprudenziale. Dopo aver chiarito che tale categoria non costituisce una fattispecie autonoma nel sistema WADA, il contributo esamina le principali cause di assunzione inconsapevole di sostanze vietate, tra cui trattamenti medici, contaminazione alimentare e integratori. Centrale è l’approfondimento del principio di strict liability, che pone a carico dell’atleta la responsabilità oggettiva per la presenza di sostanze proibite nel proprio organismo, indipendentemente dall’intenzionalità, con conseguente inversione dell’onere della prova . Particolare attenzione è dedicata alla fattispecie della contaminazione, oggi tra le più frequenti, e al relativo regime sanzionatorio, che, pur attenuato rispetto ai casi di doping intenzionale, può comunque comportare squalifiche rilevanti. L’analisi di casi emblematici – Sinner, Errani e Iannone – consente di evidenziare le difficoltà probatorie gravanti sull’atleta e il ruolo decisivo dello standard di “utmost caution”, nonché le diverse gradazioni della colpa nella determinazione della sanzione. Infine, il contributo esamina le principali novità del futuro WADA Code 2027, con particolare riferimento alla rimodulazione del sistema sanzionatorio e all’introduzione della nozione più ampia di “contaminated source”, volta a garantire maggiore equità e proporzionalità nei casi di doping involontario. L’articolo evidenzia così la tensione tra esigenze di tutela dell’integrità sportiva e garanzie per gli atleti, offrendo una lettura critica dell’evoluzione normativa in materia.
EN:
The article examines the phenomenon of so-called inadvertent doping, understood as an adverse analytical finding in the absence of intent, in light of the World Anti-Doping Code and recent case law developments. After clarifying that this notion does not constitute an autonomous legal category within the WADA system, the paper explores the most common causes of unintentional ingestion of prohibited substances, including medical treatments, food contamination, and dietary supplements. Particular emphasis is placed on the principle of strict liability, which holds athletes objectively responsible for any prohibited substance found in their bodies, regardless of intent, thereby shifting the burden of proof onto the athlete . The analysis then focuses on contamination as one of the most frequent scenarios, highlighting the applicable sanctioning framework which, although more lenient than in cases of intentional doping, may still lead to significant periods of ineligibility. Through the examination of leading cases involving Italian athletes (Sinner, Errani, and Iannone), the article illustrates the evidentiary challenges faced by athletes and the relevance of the “utmost caution” standard, as well as different degrees of fault in determining sanctions. Finally, the paper addresses the main innovations of the forthcoming 2027 WADA Code, particularly the restructuring of sanctioning rules and the introduction of the broader concept of “contaminated source,” aimed at enhancing fairness and proportionality in cases of inadvertent doping. The article thus highlights the ongoing tension between the protection of sport integrity and athletes’ rights, offering a critical perspective on current regulatory developments.
PAROLE CHIAVE:
Doping involontario- Strict liability – Contaminazione – Responsabilità dell’atleta – WADA Code
Inadvertent doping – Strict liability – Contamination – Athlete liability – WADA Code