Skip to content

Fascicolo 4/25

PARTE I

SAGGI E APPROFONDIMENTI

Diritto

Alimenti, integratori alimentari e alimenti a fini medici speciali (e medicinali): logiche e discipline (nazionali e unionali) differenziate in materia di studi e risk assessment (e di procedure autorizzatorie) 
di Paolo Borghi

ABSTRACT:

IT:

Il mercato degli “alimenti per la salute” vede coesistere diverse tipologie di prodotti in qualche modo “simili”, caratterizzati da molti profili comuni, talvolta reciprocamente sovrapposti (alimenti funzionali, alimenti arricchiti di vitamine e minerali, integratori alimentari, alimenti a fini medici speciali). Detti prodotti, a loro volta, presentano talora anche non pochi, o non irrilevanti, aspetti che li accomunano ai medicinali, con i quali spesso condividono anche modalità di presentazione (compresse, capsule, fiale, ecc.) e/o canali di vendita (farmacie, parafarmacie). I confini labili e sottili fra queste categorie merceologiche, peraltro giuridicamente ben individuate e definite, si traducono sovente in incertezze sulla delimitazione dell’oggetto degli studi di efficacia (più raramente di quelli di sicurezza) necessari agli operatori per verificare, nei prodotti, il possesso dei requisiti che consentono di attribuire loro una determinata qualificazione giuridica e, conseguentemente, per decidere le corrette modalità di presentazione e di immissione in commercio, sulla base della “legge di circolazione” che si individua a partire dalla suddetta qualificazione. Ciò incide sui rapporti (privatistici) con gli istituti ed enti incaricati di svolgere le ricerche necessarie alla costruzione del dossier tecnico-scientifico (nei cui confronti occorre contrattualmente definire in modo corretto gli obiettivi di studio) e, “a cascata”, sui rapporti (pubblicistici) con le autorità di regolazione del mercato e con quelle deputate al controllo ufficiale, poiché è evidente che una non corretta impostazione degli studi potrebbe condurre a una non appropriata qualificazione legale del prodotto, con conseguenze sulla legittima (o meno) immissione in commercio.

EN:

The market of “health foods” includes various types of products that are, in some way, “reciprocally similar”, sharing many common characteristics and sometimes even overlapping with each other (functional foods, foods enriched with vitamins and minerals, dietary supplements, foods for special medical purposes). These products, in turn, often show several – sometimes significant – similarities with medicinal products, with which they frequently share presentation forms (tablets, capsules, ampoules, etc.) and/or distribution channels (pharmacies, parapharmacies, etc.). The blurred and subtle boundaries between these product categories – although legally well-defined – often lead to uncertainties in delineating the scope of efficacy studies (less frequently, of safety studies) that operators need to conduct in order to verify whether the products meet the requirements necessary to attribute them a specific legal classification. Consequently, this classification determines the appropriate methods of presentation and market placement, based on the “regulatory framework” identified through the qualification process. This has an impact on (private law) relationships with institutions and entities entrusted with the task of conducting the necessary research for compiling the technical-scientific dossier (where study objectives must be contractually defined with precision) and, in a “ripple effect”, on (public law) relationships with market regulatory authorities and official control bodies. Indeed, an incorrect study design could result in an inappropriate legal classification of the product, affecting its lawful (or unlawful) market placement.

 

PAROLE CHIAVE:

alimenti funzionali – alimenti arricchiti di vitamine e minerali – integratori alimentari -alimenti a fini medici speciali – studi di sicurezza – studi di efficacia.

functional foods – foods enriched with vitamins and minerals – dietary supplements – foods for special medical purposes – safety studies, efficacy studies.

Rifiuti alimentari: le opportunità di un’integrazione nella legislazione alimentare, oltre la direttiva quadro sui rifiuti
di Andrea Iurato

ABSTRACT:

IT:

Le attuali politiche dell’Unione europea sui rifiuti alimentari enfatizzano il focus sulla prevenzione attraverso il ricorso pressoché esclusivo a misure non vincolanti, quali campagne informative e altri strumenti volti a sviluppare consapevolezza; ciò ha portato, finora, a risultati modesti o nulli. Gli obiettivi ONU di sviluppo sostenibile e quelli fissati dall’Unione europea in materia di rifiuti alimentari richiedono un approccio più integrato che consideri non soltanto la legislazione sui rifiuti, ma faccia rientrare a pieno titolo la materia nell’ambito della legislazione alimentare, la cui cornice giuridica è potenzialmente in grado di assicurare un’efficace integrazione degli obiettivi di sostenibilità con quelli di sicurezza e qualità delle produzioni alimentari.

EN:

The European Union current policies on food waste emphasize the need to focus on prevention, but it must be considered that this goal is still pursued mostly through awareness and other nonbinding policy tools. So far, this approach led to modest or no results. The UN SDGs and targets set by the European Union about food waste need a more harmonized approach which will consider not only waste law and awareness policies, but to bring the food waste topic entirely within the food law framework. A food law “umbrella” could lead to a very powerful integration of food waste reduction goals with the European Union food sector, enabling sustainability topics to act together with safety and quality issues in shaping the daily activity of food business operators along the supply chain.

PAROLE CHIAVE:

rifiuti – sprechi alimentari – sostenibilità – diritto alimentare

waste – food waste – sustainability – food law.

Le specialità tradizionali garantite secondo il Regolamento n. 2024/1143
di Ermenegildo Mario Appiano

ABSTRACT:

IT:

Il nuovo regolamento europeo sui prodotti di qualità (UE/2024/1143) cerca di rilanciare le Specialità Tradizionali Garantite (STG), non tanto riformando la loro definizione, che è già stata stravolta in passato, ma soprattutto modellandone tutela sostanziale e relative regole procedurali sulla scorta di quanto stabilito per le indicazioni geografiche. Ciò nonostante, permangono significative differenze. Ci si propone pertanto di capire come si sia pervenuti all’odierna nozione di STG nonché di compararne la disciplina con quella in materia di denominazioni di origine. Emergerà così fra l’altro che la tradizione è patrimonio comune a tutti i prodotti di qualità, ma viene cristallizzata nei disciplinari delle prime (il che presenta alcune affinità con il riconoscimento in sede UNESCO di determinate conoscenze ed usi culturali legati a cibo e bevande come patrimonio immateriale dell’umanità), mentre essa vive in forma dinamica nei disciplinari delle seconde.

EN:

The new European regulation on quality products (EU/2024/1143) seeks to revitalize Traditional Specialities Guaranteed (TSG), not so much by reforming their definition—already significantly altered in the past—but mainly by shaping their substantive
protection and procedural rules based on the framework established . for geographical indications. Nevertheless, significant differences remain. The aim is therefore to understand how the current notion of TSG has evolved and to compare its regulation with that of designations of origin. This analysis will reveal, among other things, that tradition is a common heritage of all quality products, but it is crystallized in TSGs’ product specifications (this aspect bears some resemblance to UNESCO’s recognition of certain cultural knowledge and practices related to food and drinks as intangible cultural heritage), whereas tradition remains dynamically embedded within PDOs’ product specifications.

 

PAROLE CHIAVE:

Specialità Tradizionali Garantite – STG – tradizione – disciplinare – titolarità – protezione – procedura – indicazioni geografiche – marchi – prodotti alimentari tradizionali italiani – nutriscore – NOVA – UNESCO.

Traditional Specialities Guaranteed – STG – tradition – product specification – ownership – protection – procedure – geographical indications – trademarks – Italian traditional food products – nutriscore – NOVA – UNESCO.

 

Green Deal: an umbrella strategy

di Gaia Bonini

 

ABSTRACT:

IT:

Un umbrella term è un sostantivo che copre una vasta gamma di termini, nozioni e definizioni. È questa la natura profonda del Green Deal europeo, che si presenta come una fitta selva di provvedimenti, talora sovrapponibili, talora difficilmente conciliabili l’uno con l’altro, che l’interprete si trova ad applicare in un panorama globale in costante e rapida evoluzione. Dietro la colonna portante dell’obiettivo net zero, si cela l’ambizioso programma di ridisegnare dalle fondamenta la politica non solo europea, ma anche globale, in un incessante oscillare tra esigenze economiche, ambientali e sociali. Ma resta un interrogativo: questa alluvione normativa ha davvero colto lo spirito della nostra epoca? Oppure quel piano presentato come soluzione alla sfida dei cambiamenti climatici è oggi divenuto uno dei più intricati nodi della nostra società? L’autore esamina l’approccio sistematico utilizzato dal Legislatore europeo nel tessere questo complesso telaio normativo, tentando di incanalare lo sforzo legislativo in griglie settoriali, che ricompongano un quadro invero frastagliato.

EN:

An umbrella term is a noun that covers a wide range of terms, notions and definitions. This is the profound nature of the European Green Deal, which presents itself as a dense thicket of measures, sometimes over-proposed, sometimes difficult to reconcile with each other, that the interpreter finds himself applying in a constantly and rapidly changing global landscape. Behind the backbone of the net zero goal lies the ambitious agenda to reshape from the ground up not only European but also global politics, in a relentless oscillation between economic, environmental and social demands. But a question remains: has this normative flood really captured the spirit of our age? Or has that plan presented as a solution to the challenge of climate change now become one of the most intricate knots of our society? The author examines the systematic approach used by the European Legislature in weaving this complex regulatory loom, attempting to channel the legislative effort into sectoral grids that recompose an intrue jagged picture.

PAROLE CHIAVE:

Green Deal – sostenibilità – cambiamenti climatici – neutralità climatica – Unione europea – Farm to fork – economia circolare – greenwashing.

Green Deal – sustainability – climate change – net zero – European Union – Farm to fork – circular economy – greenwashing.

 

Le avvertenze sanitarie nell’etichettatura delle bevande alcoliche nell’ordinamento statunitense e europeo: ostacolo per i produttori o utile strumento di tutela? 

di Gloria Guglielmetti

ABSTRACT:

IT:

Muovendo dal presupposto – ormai assodato grazie all’evoluzione
della ricerca in campo medico – che il consumo di bevande alcoliche può̀ comportare rischi per la salute, il contributo riflette sull’importanza delle avvertenze sanitarie nell’etichettatura degli alcolici. Dopo aver analizzato la normativa vigente sul tema sia nell’ordinamento statunitense che nel nostro, ampio spazio è dedicato all’esame della giurisprudenza in tema di diritto al risarcimento dei danni causati dal consumo di bevande alcoliche sviluppatasi in entrambi gli ordinamenti. All’esito di tale analisi, operata anche attraverso un confronto con la cosiddetta “tobacco litigation”, si giunge ad affermare come l’adozione di una normativa unitaria sul tema, già presente nell’ordinamento statunitense dal 1988, sia un traguardo auspicabile non solo per i consumatori ma anche per i produttori. Più informazioni verranno fornite ai consumatori più̀ essi saranno messi nelle condizioni di compiere scelte consapevoli, scelte delle cui conseguenze, però, potranno essere ritenuti gli unici responsabili.

EN:

Starting from the assumption – well established thanks to developments in medical research – that the consumption of alcoholic beverages can pose health risks, the contribution reflects on the importance of health warnings in alcohol labelling. After analyzing the current legislation on the subject in both US and Italian law, space is given to the analysis of the case law on the right to compensation for damage caused by the consumption of alcoholic beverages. As a result of this analysis, carried out also through a comparison with the “tobacco litigation,” it is affirmed that the adoption of unitary legislation on the subject, already present in American law since 1988, is a desirable goal not only for consumers but also for producers. The
more information is provided to the consumers, the more they will be able to make informed choices, choices for the consequences of which, however, they can be held solely responsible.

PAROLE CHIAVE:

Etichettatura precauzionale – alcolici – responsabilità del produttore – risarcimento danni – auto-responsabilità del consumatore.

Precautionary labelling – alcoholic beverages – producer liability – compensation for damages – consumer self-responsibility.

Veterinaria

Monitoraggio e prevenzione di Listeria monocytogenes negli impianti di produzione alimentare: dalla normativa al whole genome sequencing
di Francesco Chiesa, Davide Pessina, Maria Ausilia Grassi

ABSTRACT:

IT:

Il monitoraggio e la prevenzione di Listeria monocytogenes negli impianti di produzione alimentare rappresentano aspetti fondamentali per garantire la sicurezza alimentare. Questo processo coinvolge l’applicazione di norme specifiche volte a controllare la presenza di questo batterio, noto per la sua capacità di causare gravi malattie. Negli ultimi anni, l’uso del Whole Genome Sequencing (WGS) si è affermato come uno strumento innovativo e potente per tracciare e identificare con precisione le fonti di contaminazione, migliorando così le strategie di prevenzione e risposta. In sintesi, il percorso va dalla conformità alle normative alla tecnologia avanzata del WGS, che rappresenta un passo avanti nella mappatura e nella lotta contro Listeria negli ambienti di produzione alimentare.

EN:

Monitoring and prevention of Listeria monocytogenes in food production facilities are essential aspects to ensure food safety. This process involves the implementation of specific regulations aimed at controlling the presence of this bacterium, known for its ability to cause severe illnesses. In recent years, the use of Whole Genome Sequencing (WGS) has emerged as an innovative and powerful tool for accuratelytracing and identifying sources of contamination, thereby enhancing prevention and response strategies. In summary, the approach ranges from compliance with regulations to the advanced technology of WGS, which represents a significant step forward in mapping and combating Listeria in food production environments.

PAROLE CHIAVE:

Sicurezza alimentare – salute pubblica – Listeria monocytogenes
– normativa cogente – Whole Genome Sequencing

Food safety – public health – Listeria monocytogenes – compulsory
regulations – Whole Genome Sequencing.

 

PARTE II

NOTE E COMMENTI

L’immediata impugnabilità del provvedimento conclusivo della fase nazionale del procedimento di registrazione delle denomina-zioni d’origine: problemi risolti e nodi ancora da sciogliere [nota a TAR Lazio, Sez. IV-Quater, 14.3.2025, n. 5358]
di Serena Dentico

ABSTRACT:

IT:

La nota analizza la sentenza del TAR Lazio n. 5358/2025, che afferma l’immediata impugnabilità del provvedimento conclusivo della fase nazionale del procedimento di registrazione delle denominazioni d’origine, ai sensi del Reg. UE 1151/2012. Tale decisione rappresenta un cambiamento di orientamento, rafforzando la tutela giurisdizionale dei controinteressati. Tuttavia, resta irrisolto il problema del coordinamento tra la fase nazionale e quella europea, specialmente in caso di annullamento giurisdizionale interno. Il nuovo Reg. UE 1143/2024 tenta di gestire tali interferenze, ma lascia margini d’incertezza. La soluzione sembra ancora affidata al principio di leale collaborazione tra ordinamenti.

EN:

This note analyzes TAR Lazio’s judgment No. 5358/2025, which recognizes the immediate challengeability of the final national act in the registration process for protected designations of origin, under Regulation (EU) No. 1151/2012. The ruling marks a shift in case law, enhancing judicial protection for third parties. However, the coordination between the national and EU phases remains unresolved, particularly in cases of annulment by domestic courts. The new Regulation (EU) No. 1143/2024 seeks to address these overlaps but leaves areas of uncertainty. Ultimately, the issue appears to rely on the principle of sincere cooperation between legal systems.

PAROLE CHIAVE:

Lesività – Registrazione denominazioni d’origine  Impugnabilità – Coamministrazione – Leale cooperazione

Harmfulness – Registration of designations of origin – Challengeability – Coadministration – Sincere cooperation.

PARTE III

DOCUMENTAZIONE

Osservatorio di giurisprudenza agroalimentare e ambientale 1-2/25
a cura di Vito Rubino, Giovanni Stangoni

LIBRI

NOTE SUGLI AUTORI.

Torna su